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Monumenti, località e mete da vedere tra Marsala e Trapani

La Sicilia occidentale offre tante cose da vedere e da scoprire: non solo le spiagge ma anche monumenti importanti e suggestivi. In particolare, facendo base presso il nostro agriturismo, è possibile raggiungere in breve tempo le città di Trapani e Marsala (distanti rispettivamente 30 e 10 minuti), i siti archeologici di Mozia e Segesta (distanti rispettivamente 15 e 25 minuti), le riserve dello Stagnone e delle Saline di Trapani e Paceco, con il Museo del Sale e il mulino delle Saline Ettore e Infersa (distanti rispettivamente 15 e 20 minuti), il centro storico di Erice vetta (raggiungibile in circa 30 minuti), le isole Egadi, raggiungibili dai porti di Trapani o Marsala. Utilizza il menù di destra per selezionare l’area che ti interessa e conoscere i principali punti di interesse.

Marsala centro storico e cantine | Musei, palazzi e monumenti

Museo Archeologico Baglio Anselmi

Il Museo archeologico Baglio Anselmi di Marsala è un museo archeologico regionale. Ospita l'unico esemplare di nave punica giunta ai nostri giorni.

Il Museo Archeologico Regionale “Baglio Anselmi“ è situato sul lungomare Capo Boéo, all'interno dell'area archeologica di Lilibeo (l'antica Marsala), limitrofa all'attuale centro abitato. Il Baglio Anselmi è una costruzione nata sul finire del secolo scorso come stabilimento vinicolo per la produzione del "Marsala". Nel cortile interno è visibile un saggio di scavo che ha portato alla luce una tomba, una fornace, e strutture murarie risalenti al IV sec. a.C. Il museo è nato per la conservazione e l'esposizione del relitto della nave punica (metà III sec. a.C.) rinvenuto nel 1971 nel tratto di mare al largo dell'Isola Lunga, in prossimità di Punta Scario, all'imboccatura nord della Laguna dello Stagnone di Marsala. Dal 1986 si sono aggiunti materiali provenienti dalle campagne di scavo condotte nell'area archeologica di Lilibeo dalla Soprintendenza di Palermo e, dal 1987 in poi, dalla Soprintendenza di Trapani, insieme ad un ristretto gruppo di reperti prima conservati nel Museo Regionale Agostino Pepoli di Trapani e nel Museo Whitaker di Mozia. All'estremità della sala è esposto un vasto campionario di anfore.

Marsala centro storico e cantine | Musei, palazzi e monumenti

Museo degli Arazzi Fiamminghi

Il museo degli arazzi fiamminghi è un museo della curia di Marsala che espone una serie di arazzi fiamminghi del XVI secolo.

Nel Museo sono custoditi otto magnifici arazzi fiamminghi, donati alla chiesa Madre nel 1589 da Mons. Antonio Lombardo che, probabilmente, li aveva ricevuti in dono dalla regina di Spagna. Gli arazzi furono eseguiti con elegante intreccio di fili di lana e seta, finemente colorate, ad ordito verticale di lana, dall'arazziere di Bruxelles Cornelis Tons, attivo tra il 1550 e il 1575, su cartoni del pittore fiammingo Peter De Kempeneer che lavorò in Italia al seguito di Polidoro da Caravaggio. All'interno di cornici ornate da fiori, frutta e figure allegoriche, raffigurano otto scene della guerra giudaico-romana per la conquista di Gerusalemme, combattuta da Vespasiano e dal figlio Tito, secondo quanto descritto da Giuseppe Flavio nel De bello Judaico.

Mozia e Laguna dello Stagnone | Musei, palazzi e monumenti

Museo Whitaker

Il museo è situato nella palazzina costruita da Giuseppe Whitaker quale propria residenza di campagna che fu poi trasformata dallo stesso archeologo in un piccolo antiquarium per ospitare i reperti che venivano rinvenuti

Il Museo G. Whitaker, situato nella Palazzina costruita da Giuseppe Whitaker sull'isola di Mozia come abitazione di campagna, accoglie reperti provenienti in massima parte dall'antica città fenicia di Mozia. Oltre alla ormai storica Collezione Whitaker, esposta nell'Ala Whitaker, nelle medesime vetrine di legno dipinte di bianco dei primi del 1900, il Museo ospita una vasta selezione dei materiali provenienti degli scavi moderni effettuati in diversi punti dell'abitato di Mozia (1960-1993), collocati nei locali ricavati dalla ristrutturazione di ambienti di servizio della Palazzina stessa. I visitatori troveranno una sala dedicata interamente alla didattica: un plastico dell'isola di Mozia con l'indicazione delle zone archeologiche e numerosi pannelli illustrati riguardanti la storia dei Fenici e la loro civiltà. Nella sala con il lucernario, il vecchio cortile di servizio della Palazzina Whitaker, è esposta la statua del “Giovane di Mozia”; alle spalle della statua due porte introducono alla nuova esposizione. La grande sala dal tetto a capriate, l'antica cucina Whitaker, ospita le vetrine e i pannelli relativi ai ritrovamenti di epoca preistorica, i materiali delle Fortificazioni e quelli provenienti dalle diverse zone dell'abitato di Mozia. Le attività industriali svolte sull'isola, consistenti perlopiù nella realizzazione di vasi, sono illustrate dagli oggetti provenienti dalla “Zona Industriale a sud della necropoli” e nella “Zona K/K est”. Una grande città come Mozia doveva senz'altro possedere più di un luogo di culto. A tutt'oggi si conosce il santuario di “Cappiddazzu”, del quale è noto l'aspetto architettonico successivo alla distruzione del 397 a.C. Gli scavi del santuario hanno restituito materiali sia fenici che greci ( VII – IV sec. a.C.) ma anche vasellame romano e oggetti di epoca medievale, forse relativi alla frequentazione del luogo da parte dei monaci basiliani che costruirono una basilica proprio sui resti del santuario pagano. Gli scavi inglesi degli anni Sessanta del Ventesimo secolo hanno inoltre individuato due piccoli sacelli esterni alle mura, fuori Porta Nord. La sala posta in fondo è interamente dedicata all'esposizione dei materiali del Tofet, il tipico santuario delle città fenicie di Occidente, scavato da A. Ciasca. Sono presenti le grandi stele iscritte, le protomi e la maschera, oltre a numerosi vasi, relativi alla lunga vita del Santuario. Infine tre vetrine sono riservate all'esposizione dei corredi della necropoli arcaica di Mozia, materiali sia fenici che greci datati dalla fine dell'VIII sec. a.C. al V sec. a.C. Sono anche presentati i corredi della necropoli di Birgi, rinvenuti nel 1996. Un grande pannello bianco costituisce un divisorio tra la nuova esposizione e l'ala Whitaker, con la Collezione di Giuseppe Whitaker, tappa finale dell'itinerario nel nuovo museo, pur essendone il nucleo primitivo. Per i materiali della Collezione è stata conservata l'esposizione, ormai storicizzata, realizzata all'epoca di Whitaker.

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Tra Trapani e Marsala, con vista su Erice e sul mare

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